Normalizzare la pace. La sifda cristiana nell’epoca dell’IA
Normalizzare la pace. La sifda cristiana nell’epoca dell’IA

Normalizzare la pace. La sifda cristiana nell’epoca dell’IA

Di Christian Trevisti

La Magnifica Humanitas, emanata da Papa Leone XIV il 15 maggio 2026, è incentrata “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza Artificiale”. La critica all’AI, tuttavia, non costituisce l’unico tema dello scritto. Questo, infatti, tratta anche dell’odierna “normalizzazione della guerra”.

L’umanità, nelle parole del Pontefice, è scivolata nella «cultura violenta della potenza, dove la pace non appare più come un compito da assumere, ma come un intervallo precario tra conflitti». L’automatizzazione dei processi militari, questo quanto sostenuto nella Magnifica Humanitas, ha indebolito la responsabilità umana, sospendendo la capacità di giudizio delle persone e calpestandone la dignità.

Leone XIV propone di opporsi a questo fenomeno, definito come “normalizzazione della guerra”, attraverso l’istituzione di uno stile di vita comunitario, fondato su relazioni riconciliate e responsabilità condivise. Tre sono, per la precisione, le strade da seguire per contrastare il bellicismo che sembra aver inghiottito l’umanità intera: responsabilità personale, ricerca della Verità e testimonianza della Parola.

«L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria». 

Questo quanto veniva scritto nel 1917 da Antonio Gramsci. Una prospettiva pienamente cristiana, volta dunque a valorizzare l’impegno civico nella società civile, non può che far sua questa presa di posizione. Come testimoniato dalla parabola dei Talenti, alla fine dei tempi il Signore chiederà a ognuno il conto delle sue azioni, e il Suo Giudizio sarà implacabile. Quel che succede nel mondo, tornando agli scritti gramsciani, non è «dovuto al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini».

«Il credente», secondo Papa Francesco, «è un viandante che guarda la realtà, e che ha compassione di chi soffre. Sa di non essere una persona ‘arrivata’, ma vuole imparare ogni giorno, mettendosi a seguito del Signore Gesù che disse: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”. Il discepolo di Cristo cammina seguendo lui, e così diventa ‘discepolo della Via’. Va dietro al Signore, che non è un sedentario, guarisce malati, visita villaggi e città».

L’azione di rinnovamento proposta risulterebbe fallace, destinata a essere sconfitta nell’arco di pochi decenni, se priva di testimonianza. E, secondo la tradizione della Chiesa Cattolica, il grande testimone della pace – pur vissuto 1500 anni fa – è stato San Benedetto da Norcia. L’essere umano, secondo l’esempio dato dall’abate di Montecassino, deve fondare la sua vita sul lavoro e sulla preghiera. «L’ozio», infatti, «è nemico dell’anima». Questo non è mai stato evidente quanto oggi: la società contemporanea ricerca infatti il godimento senza limiti, ed è dominata dall’opulenza, ma si presenta come votata al nichilismo. 

Il mondo è ormai prigioniero di una “Terza Guerra Mondiale sempre meno a pezzi”, ma questo non giustifica un atteggiamento passivo e fatalista. Anzi, proprio le difficili circostanze del XXI Secolo chiedono maggiore impegno in termini di responsabilità, costanza e consapevolezza, al fine di ‘normalizzare la pace’.