Di Christian Trevisti
«La vera realizzazione non nasce dalla rimozione delle fragilità, ma da una crescita armoniosa: là dove libertà e responsabilità si intrecciano con la cura reciproca e la vera solidarietà, e dove il progresso si misura sulla dignità di ciascuno e sul bene dei popoli».
Questo è il cuore della Magnifica Humanitas, l’enciclica emanata lo scorso 15 maggio da Papa Leone XIV. Incentrata “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”, con essa il Pontefice è tornato a parlare dell’inquietante relazione tra libertà e responsabilità.
Libertà e responsabilità possono essere oggi amplificate dalla tecnologia. Questa non è «di per sé un male», né si tratta di una «forza antagonista rispetto alla persona», ma nelle mani sbagliate può essere utilizzata per ridurre l’essere umano a una «risorsa da usare e sfruttare».
La libertà, citando Papa Giovanni Paolo II, «non consiste nel fare ciò che ci piace, ma nell’avere il diritto di fare ciò che dobbiamo». Assecondare gli impulsi del momento, infatti, vorrebbe dire sottomettersi alla schiavitù delle passioni, dimenticando principi etici e sociali. L’essere umano è libero solo quando ha il diritto e la facoltà di autodeterminarsi.
È libero, dunque, solo quando si rende responsabile. È libero solo quando può render conto, consapevolmente, delle sue azioni e delle sue decisioni. L’uomo libero si distingue dalla massa per la sua onestà e per il suo impegno a favore degli svantaggiati. Libero è solo colui che si dimostra in grado di ricercare l’armonia, mediante azioni di cui può fornire un’adeguata motivazione.
Anche nel tempo della tecnica, la solidarietà è attrice centrale del progresso umano. L’umanità costituisce un’unica specie, e la libertà richiede che quest’unità venga eretta al di sopra di ogni divisione nazionale, razziale, etnica, economica o ideologica. La solidarietà è l’unica via per mezzo della quale la pace può essere realizzata in terra. L’essere umano che ricerca la pace deve dunque lavorare per la giustizia. Giustizia che oggi, in un mondo segnato da guerre continue (Terra Santa, Ucraina, Iran, Sudan, Myanmar) si fa sempre più urgente.
«Ogni società veramente giusta si fonda sul riconoscimento della dignità inviolabile della persona umana», queste le parole pronunciate da Leone XIV nella visita dell’8 giugno a Madrid. L’essere umano come specie, sostiene il Pontefice, deve «costruire la pace sul riconoscimento della persona, e non sull’imposizione della forza. La pace richiede coraggio diplomatico, responsabilità etica e rispetto dell’identità di ogni popolo».
