Il maestro e Margherita sbalordisce Perugia

Il maestro e Margherita sbalordisce Perugia

22/12/2018 Off Di Matteo Pasquinelli
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Sì è svolta al Teatro Morlacchi di Perugia una commovente lezione sull’umanità tenuta da Satana in persona


«… Dunque tu chi sei?»

«Una parte di quella forza che vuole costantemente il Male e opera costantemente il Bene»

Faust

Con questo incipit ha inizio il romanzo postumo di Bulgakov, autore sovietico censurato dal governo stalinista e pubblicato solamente nel 1967 pur essendo stato scritto (o meglio riscritto numerose volte) tra il 1928 e il 1940.

Il maestro e Margherita si congiunge alla grande letteratura russa messianica (quella di Gogol’ e Dostoevskij) soffermandosi e dando nuova vita alla figura del Diavolo, vista come forza maligna all’altro lato della stessa medaglia a cui appartiene la forza benigna, il Dio creatore.

Sullo sfondo delle vicende del Diavolo di nome Woland (un mefistofelico Joker Nolaniano interpretato da un grandissimo Riondino) vi è la grande Mosca comunista, regno indiscusso della ragione liberatasi (finalmente) da ogni vincolo irrazionale. Un mondo senza “anima”, sintetizzando.

E cosa accade all’uomo emancipato da ogni vincolo divino quando il Diavolo comincia a giocare con le forze della natura, della fisica e della logica? Come può egli contrastare gli eventi ultraterreni con il solo uso della razionalità?

In un tale paradosso l’essere umano non può far nulla, armato solamente del “misero” logos, e si ritrova ad essere investito da una verità incontrollabile. E dunque decide di tappare le enormi falle causate dal Maligno mettendo qualche toppa nella realtà ufficiale, inventando documenti, bruciando prove per far tornare quei conti che – in fin dei conti – risultano di vitale importanza.

La realtà, all’uomo, dunque non basta: bisogna puntare alla verità! Ma quale verità?

La verità è che forse l’essere umano, innalzandosi al di sopra di sé stesso (« non più servo della gleba ma servo di un un sistema disumano» Eugenio Montale) può essere suggestionato da un grande ciarlatano che sa recitar bene la propria parte (come Woland). Al contrario, per puntare a realizzarsi, l’essere umano, dovrebbe tentare di indagare la propria natura fallibile, a volte bieca ed esecrabile.

« […] che cosa farebbe il tuo bene, se non esistesse il male? E come apparirebbe la terra se ne sparissero le ombre? Le ombre provengono dagli uomini e dalle cose.»

Il maestro e Margherita

Una grande lezione sull’umanità, dunque, ma anche sull’amore: il vero motore della narrazione. I due personaggi (il maestro e Margherita) non si incontreranno sino all’ultima scena quando, grazie all’aiuto del Diavolo, riusciranno a realizzare il proprio desiderio – reso impossibile da un mondo senza pietà – di rivedersi ricongiunti dopo un’estrema ed impossibile ricerca… e saranno finalmente liberi di godersi il meritato riposo.

Ma a noi, cui il riposo non è concesso, spetta l’arduo compito della riflessione, resaci un po’ più dolce dall’incontro con una bellissima storia proveniente della grande letteratura.

Fotografia di Guido Mencari | www.gmencari.com