Il Reazionarismo. Malattia infantile del conservatorismo
Il Reazionarismo. Malattia infantile del conservatorismo

Il Reazionarismo. Malattia infantile del conservatorismo

Di Christian Trevisti

La Fraternità Sacerdotale San Pio X è una società di vita apostolica cristiana tradizionalista, fondata da Marcel Lefebvre nel 1970. Dispone di sacerdoti, frati e suore, ed è diretta da un Superiore Generale. Nata in opposizione al Concilio Vaticano II, la Fraternità pratica la Messa secondo rito tridentino e si oppone all’ecumenismo e al dialogo inter-religioso. È attualmente guidata dall’ex sacerdote riminese Davide Pagliarani.

In data 1° luglio 2026, contravvenendo al divieto imposto da Papa Leone XIV, i vertici della Fraternità hanno ‘ordinato’ quattro nuovi vescovi, dando così origine a un nuovo scisma confessionale cristiano, con conseguente scomunica ‘latæ sententiæ’ di Bernard Tissier de Mallerais, Alfonso de Galarreta, Benoîst de Jorna, Louis-Marie de Geyer d’Orth, Paul Morgan e Michał Stobnicki.

La Fraternità fondata da Marcel Lefebvre, nel suo costante rifiuto della modernità, ha sempre avuto un rapporto difficile e conflittuale con le gerarchie vaticane. Questo era innanzitutto dovuto al mancato riconoscimento – del tutto arbitrario – dei Pontefici successivi a Pio XII quali legittimi leader della Chiesa. Già Giovanni Paolo II (di certo non il Pontefice più progressista della recente storia cattolica) aveva scomunicato Marcel Lefebvre.

La Fraternità Sacerdotale San Pio X, finché è restata in seno alla Chiesa Cattolica, ha frenato innovazioni e cambiamenti significativi nella vita religiosa, portando così giovani e donne ad allontanarsene.

«Non si può tenere tutto insieme», ha affermato Simona Segoloni Ruta, professoressa di Ecclesiologia presso l’Istituto Teologico Giovanni Paolo II di Roma. «È chiaro che il Papa cerca l’unità e il dialogo, ed è giusto che lo faccia, ma ci sono dei posizionamenti in cui, di fatto, ci si esclude da soli».

Ed ecco, questi posizionamenti possono esser intesi entro la categoria del reazionarismo. Il reazionarismo, in un certo senso, può infatti esser considerato come la ‘malattia infantile’ del conservatorismo. Spesso i due termini sono confusi, e ricondotti alla stessa radice, ma tra essi esiste una differenza fondamentale, e che può essere agevolmente spiegata ricorrendo al concetto nietzscheano di ‘storicismo’.

Mentre il conservatore attua il sano gesto di preservare lo status quo in ambito civile, istituzionale, culturale e religioso, opponendosi agli strappi rivoluzionari senza rifiutare aprioristicamente il progresso, il reazionario idealizza il passato e paralizza ogni forma d’azione creativa. Il reazionarismo, dunque, si presenta come un tumore che soffoca il presente e il futuro, e che costringe l’essere umano a venerare quel che è stato.

«Quando guardo alla Chiesa, più che dello scisma dei lefebvriani, mi preoccupo delle tante donne e dei tanti giovani che se ne vanno, perché non troviamo parole in grado di testimoniare loro quanto sia viva la Fede oggi», prosegue la Professoressa Segoloni Ruta. «Mi preoccupa se non riusciamo a essere significativi sul piano della giustizia e della pace sociale. Mi fa molto più male sentire tanti giovani che mi confidano di partecipare a celebrazioni in cui non riescono a pregare, o tante donne che si sentono escluse e discriminate. Per quanto possa dispiacere quanto accaduto con i lefebvriani, questi altri problemi mi fanno più paura».

Ora, però, sarà forse più facile agire per operare quei cambiamenti di cui la Chiesa necessita, e che si potranno rivelare utili per frenare la secolarizzazione dell’Occidente.