La rivincita del mondo latino
La rivincita del mondo latino

La rivincita del mondo latino

La Selección Argentina sconfigge ancora una volta il calcio globale anglosassone 

“Quello che siamo riusciti a fare oggi rimarrà per sempre nella storia della nazione. Le Malvinas saranno sempre Argentine. Quello che abbiamo fatto per chi e’? E’ un regalo per ogni bambino argentino”

Leandro Paredes, giocatore della Selección 15 Luglio 2026 

Proprio due anni fa tentavamo di porre l’attenzione dei nostri lettori sulla questione delle Malvinas Argentine, decisiva e strategica all’epoca della guerra fredda e che oggi sta tornando attuale grazie anche alla Vice Presidente avvocata Victoria Villaruel, cattolica della Fraternità San Pio X e fondatrice del Centro di studi legali sulle vittime del terrorismo rosso che ha compiuto un’opera di profondo revisionismo storico sull’epoca di Videla e della riorganizzazione nazionale, smentendo con dati difficilmente contestabili la maggior parte delle notizie che ancora circolano sui presunti casi di repressione, in gran parte secondo il Centro Studi irrealistici o impossibili e continuamente agitati per puro interesse finanziario. Nessuno poteva allora immaginare che nel luglio 2026 il destino avrebbe di nuovo posto di fronte, nella competizione mondiale di calcio, l’Argentina di Lionel Messi a quell’Inghilterra la quale, con la Francia, ha massimamente usato anche la leva propagandistica internazionale del calcio e la FIFA (pre Gianni Infantino) per esportare imperialisticamente un modello woke, eurofobo e di vero e proprio neocolonialismo politico e economico. Al punto che sarebbe più corretto parlare, in puri termini tecnici e calcistici, di Africa francese di calcio o Africa britannica calcistica.

Dunque Argentina-Inghilterra: la sfida delle sfide. Il derby mondiale, forse, ben più di un eventuale Argentina-Brasile, visto che a Buenos Aires non sentono questo scontro così come lo sentono, viceversa, i verde-oro.

L’Inghilterra arrivava a questa partita del 15 luglio 2026 dopo anni in cui era impegnata in una e vera propria guerra convenzionale contro i russi, tramite Kiev e l’Ucraina, dove aveva mostrato la propria tradizionale capacità strategica di saper colpire al cuore, sempre e comunque, ancora una volta, il classico motore tedesco, e quindi l’Europa; ma assai ridimensionata sul piano delle proprie ambizioni globali e per la linea non più Londra-centrica egemone negli USA (perciò non più integrabile nel globalismo imperiale anglosassone o anglo-francese) e per il tremendo scandalo Epstein che aveva messo in luce le storiche e tragiche connessioni dell’aristocrazia monarchica britannica con certe pratiche e certe metodiche di potere occulto, che finivano per riabilitare taluni motivi propagandistici italiani dello scorso secolo sulla lotta alle “demoplutocrazie anglosassoni”. 

Ancora una volta, come già avvenne con l’attacco propagandistico mondiale a Diego Armando Maradona, “colpevole” di aver stretto fieramente la mano al Generale Videla dopo aver sconfitto sul campo, nel 1979, l’Unione Sovietica marxista, i servizi di informazione e propaganda di Londra in vista del Mondiale 2026 avevano tentato di giocarsi la carta di “Messi corrotto”, “Messi insensibile al dramma dei bambini rifugiati o palestinesi”, “Messi fascista” per alcune sue vecchie dichiarazioni pro-videliste; o addirittura l’inverosimile “Messi amico di Israele” per una foto di quasi 20 anni fa quando il Barcellona e non la Selección Argentina  era in un tour organizzato in Medio Oriente. Altrettanto inverosimili le notizie di veramente bassa propaganda, per poveri creduloni, volte alla rivelazione di una inprobabile “combine” tra Messi e un Gianni Infantino grande regista dei mondiali e dei poteri globali; basterebbe al riguardo una misera e velocissima ricerca per scoprire invece che il massimo dirigente FIFA è strettamente legato al mondo arabo, a fondi finanziari del Golfo e che sua moglie è niente di meno che una mussulmana sciita, secondo fonti abbastanza attendibili in passato simpatizzante di Hezbollah (Partito di Dio).

Ancora una volta, però, come già avvenne nel 1986 in Messico o come avvenuto 4 anni fa durante la finale dei mondiali tra la Francia woke e la patriottica Argentina, lo spirito dell’Argentinitad ha meritatamente sconfitto il calcio woke/ modello globale o cosiddetto multiculturale, in realtà come detto pura e semplice eurofobia fanaticamente applicata sul piano dello sport. Ulteriori polemiche, sempre messe in moto dai servizi di informazione e propaganda si verificavano dopo che i ragazzi della Selección, in barba a ogni divieto di Infantino, della FIFA e dell’Amministrazione Statunitense (che in passato, solo a parole, si era espressa per le Malvinas Argentine), hanno voluto ricordare ancora una volta, di fronte a più di un miliardo di spettatori in tutto il mondo, il sacrificio eroico dei caduti dell’82 e quello dei veterani delle Malvinas. 

Motivo, in fondo, per cui non si può che simpatizzare e provare rispetto per Lionel Messi, per Scaloni e per i ragazzi di questa forte e coraggiosa Selección. Ben più europea e identitaria di tutte le nazionali del vecchio continente viste negli USA, Spagna e Norvegia a parte, che hanno veramente onorato la maglia, come si diceva una volta. Peraltro sull’eliminazione ingiusta della Norvegia, andrebbero ben riviste certe scelte arbitrali del quarto di finale, considerate eccessivamente pro-inglesi da molti opinionisti e analisti. 

Sarebbe, infine, veramente una gran festa dello sport se prima o dopo la finale tra Spagna e Argentina di domenica 19 Luglio, che ha portato le nazionali più meritevoli Argentina e Spagna in fondo al torneo, ai ragazzi di Messi che ci ricordano come le Malvinas saranno per sempre Argentina, possano rispondere le furie rosse della fortissima Spagna con uno striscione: “Gibraltar es España!” (Gibilterra è Spagna!”), come del resto fecero Rodri e Morata nel 2024, non a caso indagati e sanzionati dalla anglofila UEFA del britannico Ceferin per i cori anti-inglesi nel corso dei festeggiamenti per la vittoria degli Europei. 

Israele è sicuramente disprezzato nel mondo; gli USA pure; l’Unione Europea non attira simpatie né consensi; la Cina rimane un enigma, ma probabilmente l’Inghilterra rimane più disprezzata degli stessi USA e Israele, per la propria superiore capacità di manipolazione di eventi, episodi storici del passato e rapacità imperialista. 

Ancora una volta, grazie Argentina… per Diego e per le Malvinas…