Nel mondo delle tenebre
Nel mondo delle tenebre

Nel mondo delle tenebre

Di Simone Raffaele

Come le tenebre hanno prevalso

Agli inizi dell’attuale anno, il mondo intero è stato colpito dalla tragica – ma prevedibile – rivelazione dell’illusione più grande e ben strutturata di tutti i tempi. Con i documenti del caso Epstein, ormai nei pensieri e ricordi di ogni individuo, la società occidentale si ritrova impotente, inginocchiata e impaurita davanti all’intero sistema che, fino a poco tempo fa, si riteneva fosse il miglior sistema al mondo, ma che infine si è dimostrato nient’altro che un castello di menzogne di una combriccola di degenerati senz’anima. L’incantesimo dell’illusione è svanito, certo, ma questo non significa che siamo liberi dalle loro mani sporche di sangue innocente: è stato proclamato, infatti, un nuovo incantesimo. Uno che non rivela nulla, ma sottomette concretamente ogni singola mente alla loro volontà, che svuota un intero sistema di morali per produrne uno nuovo. Il nuovo paradigma? Noi possiamo farlo, voi no; e non potete fare assolutamente nulla a riguardo. Non a caso, tale paradigma è stato applicato concretamente attraverso la guerra in Iran, usata sia per indirizzare l’odio e la frustrazione del popolo verso un nemico esterno, sia per conclamare il loro potere sopra qualsiasi legge giuridica o morale.

Ma come siamo arrivati fino a questo punto della storia? 

Un’ipotesi potrebbe essere che la storia contemporanea appartiene a loro, e noialtri siamo solo soggetti passivi di un esperimento di massa. Loro sono osservatori naturalistici: ci osservano, ci analizzano, ci studiano senza disturbarci in modo diretto; mentre noi siamo suddivisi in soggetti di controllo e sperimentali. Agire nelle tenebre: è questo il cuore pulsante della loro strategia per mantenere il potere oggi, ed è sempre stata la forza che li ha permesso di fare ciò che hanno fatto per decenni.

Ma cosa intendiamo con “potere”? 

Il vero potere in Occidente non sta nella forza carismatica o nella carica emotiva dei giullari di corte (attori, “influencer”, cantautori, politici, etc.), ma bensì nel denaro, ovvero l’unico strumento che ha fatto “girare il mondo” in questi tempi. E non si limita nemmeno al mero strumento materiale che usiamo quotidianamente, purtroppo; l’estremo potere che offre questo strumento si trasforma nella totale servitù psichica e venerazione nei confronti di ciò che potrebbe definirsi un dio primordiale dell’Ombra che offre una percezione di onnipotenza mediante rituali veri e propri. Un dio abbandonato dal resto dell’umanità per ovvie ragioni – basti vedere quali sono le conseguenze di tale venerazione nelle mail di Epstein – ma che rimane accessibile a chi non deve preoccuparsi delle conseguenze nell’aver evocato una tale tenebra. In passato questo “fattore” trasformato in dio aveva ricevuto diversi attributi e nomi, Moloch tra quelli più importanti, ma le sue origini sono rimaste sempre le stesse: distruzione della vita in cambio di potere e guadagno in ogni aspetto della realtà.

Una volta evocata l’antica tenebra – l’antico serpente, il gran dragone³ – senza aver subito alcuna ripercussione, nasce il desiderio di esternare la loro energia psichica ai sudditi del regno: così i giullari sono pronti ad entrare in scena per servire la corte. Da qui in poi spuntano fuori le ‘esternazioni’ volute e prodotte in chiave ritualistica: i cosiddetti “artisti pop” utilizzano simboli che richiamano le tenebre della cultura occidentale (Satana, il demonio, l’inferno, il peccato), i marchi più noti pubblicizzano la loro merce con chiari riferimenti alle faccende tenebrose che si svolgono nei rituali (si prenda per esempio il caso di Balenciaga), gli attori più influenti ammettono di venerare le tenebre, spesso esplicitando le loro perversioni pubblicamente (tramite i mass media). Anche se il “grande pubblico” pensava fino a pochi giorni che fa queste faccende erano “nascoste”, “satiriche” o peggio ancora delle invenzioni complottiste, l’élite, nel mentre, godeva del loro pieno supporto nonostante tutte le sublimazioni effettuate nel corso del tempo. Solo chi ha avuto il coraggio di dubitare questi schemi comportamentali bizzarri si è reso conto, con il passare del tempo, che qualcosa di marcio stava avvenendo dietro le quinte.

Il mondo delle tenebre non è l’isola di Little Saint James, ma il mondo intero: il regno lo hanno creato loro, la gerarchia è stata scelta da loro, il controllo appartiene a chi controlla la sorgente del potere, sempre e comunque loro. Nel mentre il resto della popolazione non può far altro se non proseguire con la vita di sempre: in che altro modo potrebbero sopravvivere le persone, sennò?

Hanno costruito la totalità del sistema politico-sociale contemporaneo proprio per arrivare a questo esatto punto di svolta: l’accettazione passiva delle masse del nuovo regno dell’Ombra, causata dalla totale dipendenza del popolo nei confronti dello strumento di controllo per eccellenza, il denaro. Siamo quindi destinati a vivere sotto queste condizioni imposte da un’élite di degenerati che decide le sorti del nostro mondo, mentre banchettano sul sangue dei nostri figli?

No, ma è necessaria una revisione della nostra psiche per poter combattere tutto questo ed evitare che si ripeta in futuro.

Integrazione dell’Ombra per sconfiggere l’Ombra

Prendiamo come assunto iniziale che l’archetipo dell’Ombra è presente nell’inconscio di ogni singolo individuo. Quando rileviamo un pensiero inaccettabile o non integrato all’Io, questo viene continuamente rimosso e represso attivamente fuori dalla coscienza, finendo nelle parti più oscure della nostra psiche. Quando questi contenuti rimossi riemergono alla coscienza attraverso i sogni, l’immaginazione attiva o i simboli, tendiamo a respingerli nuovamente nella speranza di rimuoverli del tutto: spesso questa repressione è influenzata dalla cultura di appartenenza e, di conseguenza, alla morale che è legata necessariamente a quest’ultima: evitiamo in questo modo certi comportamenti nel rispetto di questa morale – nel caso dell’Occidente, quella cristiana – che, in un modo o nell’altro, si manifesta nelle norme della società che ospita tale cultura (Leggi, aspettative sociali, atteggiamenti socialmente accettabili, etc.). Quando però l’Ombra viene percepita solo come pura tenebra dettata dal Thanatos (pulsione di morte), allora le persone iniziano a trattare ogni comportamento proibito come se fosse un peccato nei confronti di una Verità assoluta indiscutibile, e non più come parte integrante del proprio Sé. 

I popoli europei – e di conseguenza anche il popolo statunitense – concentrarono, nel corso dei secoli precedenti, la propria visione del mondo proprio sotto questa prospettiva assolutistica della realtà: distruzione dell’Ombra a seguito del trionfo assoluto della luce e della Verità. Nonostante tale prospettiva possa sembrare nobile a prima vista, la conseguente concezione della realtà che ne deriva risulta estremamente dicotomica, rigidamente lineare e, peggio di ogni altra cosa, incapace di adattarsi al cambiamento, come abbiamo potuto osservare negli ultimi decenni nella sua forma più estrema e contorta, la quale è nient’altro che una delle ultime fasi della sua evoluzione naturale (fanatica tolleranza dei reietti, consolidamento della morale degli schiavi, morale assolutistica senza alcun “assoluto”, etc.). L’Europa contemporanea è l’esito di secoli di incessante indebolimento morale e culturale, con uomini quasi del tutto estranei ad una weltanschauung vitalistica, attaccati solamente a concetti astratti come l’eguaglianza, l’amore, la pietà. Dinanzi a un nemico marcio come quello attuale, quegli stessi concetti perdono il valore iperinflazionato che gli ha attribuito la società nel corso del tempo; eppure il loro impatto nel sistema sembra che rimanga perpetuo. Le consolidate norme sociali e morali della società occidentale, infatti, sembra che fungano da semplici guinzagli sociali atti ad evitare che il popolo possa prendere decisioni drastiche anche nelle condizioni più estreme. 

Qualcuno potrebbe far notare che questo problema, legato più che altro all’aspetto politico-culturale della nazione, non deriva soltanto dal mancato riconoscimento della nostra Ombra – e hanno ragione. Il problema è ben radicato nella nostra società per via di vari fattori: partendo dall’incessante manipolazione politica da parte di corpi esterni che non hanno nulla a che fare con la nostra realtà politico-culturale (territoriale, nazionale e continentale), proseguendo con le continue agende socio-culturali dei cosiddetti ‘filantropi’ imposte alle nazioni occidentali, finendo con le grandi imprese di ingegneria sociale dei vari governi che hanno reso l’uomo medio in occidente un essere privo di pensiero critico, in costante ricerca della falsa gratificazione psicofisica per eludere il proprio vuoto esistenziale. Penso che ad oggi queste faccende siano chiare per la maggior parte delle persone che hanno ancora il dono della riflessione; quello di cui voglio occuparmi in questa analisi non riguarda la corruzione del sistema in sé, ma la trasformazione progressiva della nostra mente per lasciare spazio alla nascita di nuovi valori.

Mi chiedo, difatti, dov’erano gli eroi quando quei degenerati spingevano le loro politiche distruttive nelle nostre nazioni? O quando si arricchivano sul nostro sudore e ci consideravano semplici schiavi da nutrire con pane avvelenato? Dov’è adesso la nostra Ombra pronta a scatenare l’ira contro i sudditi del denaro? Semplice: è seppellita. Dimenticata dai molti per il bene della buona morale, dei ‘sacrosanti’ diritti umani, dell’eguaglianza spirituale e giuridica – cosa che fa abbastanza ridere, sapendo che quei degenerati non riceveranno mai la giustizia che meritano davvero (si guardi, per esempio, Ghislaine Maxwell, moglie di Epstein, con i suoi 20 anni di prigione), per il rispetto delle norme e delle procedure civili, oppure per semplice fragilità dello Spirito.

Integrando l’Ombra nella nostra essenza – specie quella appartenente all’inconscio collettivo², la trasvalutazione dei valori non diventa solamente una possibilità, ma una necessità per la sopravvivenza della nostra integrità psichica: la morale smette di essere solo un concetto metafisico assoluto e si trasforma in ciò che è davvero necessario per noi e per il nostro popolo; dunque per la nostra esistenza, per la nostra stabilità e per l’imposizione della nostra volontà di potenza nella realtà, ad ogni costo. Ciò significa che ogni agito radicale smette di essere radicale e si trasforma in semplice azione ragionevole e correttiva.

Tale integrazione non comporta la tolleranza di ogni proibizione morale nella società: piuttosto, si tratta del semplice riconoscimento di tutti quegli elementi che, quando necessario, potremmo utilizzare dove e come vogliamo, scaturendo la forza vitale intrinseca di questi fattori naturali. Non è integrazione del male, ma della giusta dose di oscurità che permette all’essere umano, sin dall’alba dei tempi, di agire senza la costante paura di commettere un peccato contro l’Assoluto. 

Perché insisto con l’Ombra? Perché è uno degli elementi più importanti che ha limitato fortemente la volontà di certi individui nell’agire contro il nulla nonostante le loro potenzialità, per il timore di essere troppo spinti, estremisti o immorali, proiettando quell’aspetto represso della loro psiche verso un particolare individuo o gruppo sociale. Invece di rilevare l’autenticità della loro Ombra, integrandola progressivamente attraverso l’individuazione, cercano di puntualizzare quanto siano “cattivi” gli altri, mentre loro rimangono fedeli ai principi dei “buoni”. Generalizzando tale fenomeno, possiamo osservare come la società occidentale proietta la sua Ombra repressa nelle altre società del mondo: le nostre istituzioni, ma anche parte significativa del popolo stesso, accusano da decenni governi di altri paesi per le loro politiche persecutorie, restrittive, autoritarie, bigotte, retrograde, basate solo e unicamente sull’ideologia. Quando però il nostro intero sistema vacilla nel baratro del caos, ci rendiamo conto dell’estrema fragilità dei nostri valori occidentali e, di conseguenza, di tutto il nostro apparato psichico configurato sulla base di tali. Nascono quindi i desideri di persecuzione, di caccia al lupo (pedofili, nel caso attuale), di stabilità sociale al costo di perdere qualche libertà. Lo abbiamo visto durante la pandemia del COVID-19, lo stiamo vedendo ugualmente oggi. Il problema è che questa Ombra sembra non trovare mai una vera e propria integrazione, ma solo delle piccole gratificazioni attraverso l’isolamento di un capro espiatorio scelto sistematicamente dai vertici della società (un tempo erano i complottisti, poi sono diventati i no-Green pass, e solo recentemente si sono concentrati sugli antisemiti – ovvero tutti coloro che criticavano la condotta dello Stato di Israele) e un senso di stabilità demagogico, mediato attraverso l’utilizzo dei mass media come una rete capillare di informazioni univoche e incontestabili. L’Ombra della nostra società è canalizzata dove vogliono i cosmopoliti: ma cosa succederebbe, invece, se tale verrebbe riconosciuta e integrata nel Sé di ogni individuo? Probabilmente se lo chiedono anche loro e sono terrorizzati al solo pensiero. Dopotutto, nel corso della storia hanno potuto osservare cosa succede quando la pazienza di un popolo arriva fino a un certo limite.

La soluzione sta nella propria volontà

L’Ombra di coloro che sono stanchi del sistema sembra aver raggiunto l’apice della sua spinta energetica, ma non ha alcun modo per potersi applicare: siamo diventati un gregge ben addestrato ai giochetti dopaminergici della stessa élite che oggi pretende la nostra totale sottomissione psicologica. Al di là dell’integrazione della nostra Ombra personale, bisogna andare oltre ai costrutti mentali lineari di giustizia, pace e onore per poter finalmente trovare la giusta dinamicità mentale che permetta l’adattamento atemporale alla realtà in ogni suo aspetto. Come nella politica bisogna essere il leone e la volpe insieme per adattarsi ad ogni circostanza¹ e garantire il meglio per il proprio popolo, anche la cultura ha bisogno di un continuum di valori che possano portare stabilità e dinamicità psichica. Bisogna liberare dalle catene la propria Ombra interiore per poter sconfiggere l’Ombra del sistema.

Ad oggi le persone non sanno cosa fare: c’è chi prega, chi pensa che la fine sia imminente e crede che è necessario attendere l’arrivo del Salvatore dell’umanità, chi invece rimane esterrefatto da tutta questa carica emotiva e rimane paralizzato davanti alla disillusione del mondo moderno, e infine chi invece rimane indifferente a tutto questo, come un cadavere galleggiante.

Quello che propongo è la totale resurrezione di un Sé integro e consapevole non solo delle sue necessità strettamente personali, ma quelle di tutto il sistema che lo compone: cultura, arte, relazioni, ambiente, politica. Un Sé cosciente della sua identità nella sua totalità, sia individuale che collettiva. Cosa significa questo? Abbandonare, o quantomeno revisionare, ogni concetto morale che proibisce lo sviluppo di questo Sé e ogni tentativo di repressione della nostra ira, della nostra Ombra: è necessario essere arrabbiati e fare qualcosa riguardo a ciò. È necessario essere radicali. La rabbia, se integrata in modo sano, può risultare in spinta energetica psichica che produce creatività e volontà, la quale può a sua volta risultare in azione concreta contro l’oggetto che produce tale rabbia (il sistema, in questo caso).

Per quanto riguarda ciò che è necessario nel concreto per uscire progressivamente da questo orrendo spettacolo macabro, oggi più che mai, è a portata di tutti quanti: bisogna innanzitutto uccidere la propria indifferenza e pigrizia interiore. Superati questi due diavoli, è necessario capire chi è veramente il nostro nemico e studiare le sue strategie. Con tali informazioni, prendete in considerazione quali azioni dovrete intraprendere sulla base delle vostre competenze tecniche e trasversali, per colpire il nemico direttamente nella sua zona di comfort.

Quali azioni? Sebbene non sia in nessuna posizione per indicare quali siano le modalità opportune per accelerare il collasso del sistema, posso solo suggerire qualche spunto: boicottando merci e servizi di aziende che mantengono in vita il sistema; denigrando e smentendo qualsiasi sentenza che arriva da parte di quella stessa combriccola che ha devastato il pianeta culturalmente, mentalmente e spiritualmente (i ‘giullari di corte’ descritti in precedenza); smettendo di supportare politici che non pensano ad altro se non avere favori dalla cricca internazionale senza radici; organizzandosi con persone del proprio territorio e con una visione del mondo similare, creando così comunità concrete e facilmente accessibili (azione molto importante, vedendo come sono finite molte iniziative esistite solo “su carta”); ostracizzando le idee di coloro che, ancora oggi, hanno il coraggio di essere servi di questo sistema.

La guerra in Iran, mossa dal regno di Moloch – ovvero Stati Uniti insieme al loro maestro Israele – è l’opportunità decisiva per distruggere i pilastri fondanti del mondo delle tenebre. Ma torneremo a parlarne in un altro articolo più approfondito.

L’importante è non smettere mai di combattere, perché la vittoria non arriva da sola e non è garantita; si conquista con sangue e sudore.

Loro diranno: panem et circenses.

Ma il pane è insipido e il circo non fa più ridere.

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