Dal Giappone al mondo
Dal Giappone al mondo

Dal Giappone al mondo

Di A. P.

L’account ufficiale delle Forze di Autodifesa marittima del Giappone, con un post che ha già avuto milioni di visite poche ore fa, ha diramato un Comunicato patriottico supportato dalla bandiera del Giappone in vigore sino al 1945 (si veda sotto); anno in cui ebbe fine la cosiddetta “guerra di liberazione asiatica”. Il Comunicato recita:

“Grazie anzitutto a te cittadino giapponese per il tuo duro lavoro quotidiano. Grazie all’impegno di tutti coloro che operano nei vari campi della produzione e della vita civile. Il Giappone sta andando avanti verso la sua meta. Anche noi, la Forza di Autodifesa marittima nipponica, svolgeremo sino alla fine il nostro ruolo in tale direzione. Sosterremo la nostra nazione dal fronte del Mare. Ciò che noi abbiamo la missione di proteggere è la tua vita quotidiana e il tuo futuro”. 

Il Giappone non ha mai accettato la retorica ideologica della liberazione anglosassone e partigiana imposta in Italia e Germania dopo la Seconda guerra mondiale, al contrario; ora, inoltre, con il nuovo primo ministro Takaichi intende anzi farsi garante diretto della sorte e del destino di Taiwan anche alla luce di un sempre più probabile accordo internazionale tra il partito comunista di Pechino e gli USA di Donald Trump. Va anche considerato che il patriottismo di Taipei, che vede nel passato dominio giapponese di Taiwan un periodo di illuminata e intelligente modernizzazione, guarda sempre più a Tokio come unico garante internazionale. Lo possiamo vedere anche nella nuova pedagogia linguistica dei patrioti di Taipei diffusasi nella società civile taiwanese. Il tai-gi, noto anche come taiwanese, hokkien taiwanese o hoklo, idioma storicamente maggioritario del paese, sta affrontando oggi una sfida esistenziale dopo decenni di repressione linguistica operata dal cinese Kuomintang. Prima del 1945 il tai-gi era la lingua più diffusa a Taiwan, ma dopo decenni di politiche repressive ha finito naturalmente per essere del tutto subalterna al mandarino, come intese la legge marziale del 1949. 

L’odierno movimento di rivitalizzazione del tai-gi è strettamente legato al movimento nazionale indipendentista che si delinea, dalle viscere della nazione di Taiwan, come strategicamente altro sia dal Kuomintang (interno) sia dal partito comunista cinese suo protettore; secondo vari analisti questo movimento di rivitalizzazione del tai-gi sarebbe proprio promosso e incentivato da Tokio e dalla Nippon Kaigi pur avendo chiaramente un solidissimo e tradizionale retroterra nella nazione di Taiwan. Altro elemento da considerare è che la stessa Corea del Sud, storicamente critica verso la politica asiatica del Giappone, ha di recente visto aumentare l’insofferenza verso la strategia di conquista di Xi Jinping sino alle recenti marce popolari assai diffuse proprio per contrastare il “neo-imperialismo” del partito comunista cinese.