Di Alessandro P.
La Cina, dopo una lunga pianificazione tra tattica e strategia, inizia a disinvestire con sicura linearità in obbligazioni Usa e porta finalmente l’attacco strategico al dollaro, l’unico elemento di supremazia americana tuttora effettivo, destinato a crollare velocemente se gli Usa non decidono di rimettere gli scarponi sul terreno. Tutto ciò che abbiamo visto e vissuto sino a ora era schermaglia allo scopo, probabilmente, di evitare quanto sta avvenendo.
È molto importante comprendere ciò che realmente vogliono strategicamente quelli che sono sul campo; crediamo di saperlo, ma siamo traviati e deviati dai falsi analisti geopolitici; ognuno ben pagato lavora per qualcuno e ha il fine di confondere, niente altro. Infatti non abbiamo ancora capito nulla della Seconda guerra mondiale e della Guerra fredda, traviati dalle varie storiografie, anche in tal caso tutte di parte, o in un senso o nell’altro; siamo tuttora convinti che Germania e Italia iniziarono a combattere – dal 1936, inizio della guerra mondiale in Spagna, come dice una fonte insospettabile come l’ebreo bolscevico Trockij, nemico giurato degli ebrei bolscevichi stalinisti, non dal 1939 – per sconfiggere militarmente tutto il pianeta dall’Asia estrema all’Occidente estremo, tesi che non sta né in cielo né in terra e a cui non si può oggettivamente più credere se si è in buona fede. Basta rileggere attentamente i discorsi e i pensieri dei leader dell’epoca nella loro continuità (nel loro “nocciolo razionale”, come spiegò Nolte nelle migliori opere sul tema) e comprendere la profonda influenza esercitata su questi leader da esponenti dell’antisemitismo cristiano “orientale” (in particolare Ucraino o Polacco) rifugiati a Roma o a Monaco in fuga dal terrore rosso, per comprendere che la strategia era tutt’altra rispetto a quella a cui comunemente si continua a credere. Basti pensare che Mussolini, addirittura già il 4 giugno 1919 (cfr. I Complici, “Il popolo d’Italia”) invocava esplicitamente “un pogrom di dimensione continentale… di cui per ora non ci possiamo rendere ancora conto…” per fermare la rivoluzione mondiale che stava giungendo. Gli unici storici italiani che hanno centrato bene la questione sono Luigi Spagnolo (Mussolini e la costruzione dello Stato antisemita: una cronologia essenziale – Treccani) e Fabei (Il Duce, il Gran Muftì e i “pontisti”. Intervista a Fabei – Storia in Rete).
A maggior ragione oggi, perciò, in contemporanea con i fatti, si danno per certe o per scontate tesi o idee precostituite che portano sicuramente fuori strada. Bisogna, quindi, anzitutto sforzarsi di capire cosa realmente vogliono le élite nazionaliste confuciane cinesi che, per varie ragioni, non possono più fare a meno di lanciare finalmente l’assalto al potere mondiale; comprendere anche quello che vogliono quelle americane non è così semplice, con il Pentagono e le frazioni ebraiche che vogliono l’alleanza con i russi a tutti i costi e frazioni della CIA su posizioni opposte. Dunque la prudenza non è mai troppa, come si dice.
