Perché la Cina Vince
Perché la Cina Vince

Perché la Cina Vince

Per ora, il disperato tentativo di Trump di evitare la bancarotta e il default degli USA (uno Stato fallito sotto ogni parametro a causa di un debito pubblico insostenibile), con la guerra in Iran – primo stadio della guerra alla Cina o TERZA GUERRA MONDIALE – non sta affatto dando i risultati sperati e auspicati. Non solo a Wall Street, dove le perdite stanno facendo storia. Ma soprattutto in Asia. Ci sono, non a caso, tre società che in questi giorni, con i loro tradizionali titoli, hanno avuto un’impennata che sarebbe poco definire straordinaria. Si tratta di CNOOC, SINOPEC e PETROCHINA, società cinesi la cui maggioranza è statale, che sulla Borsa di Hong Kong hanno registrato una crescita spaventosa che aveva inizialmente messo in solerte allerta la Regola di Negoziazione delle Borse asiatiche.

Una crescita straordinaria, ottenuta anche a Shenzen e Shangai, dove è stato raggiunto il massimo consentito del 10%. Il recente exploit di queste società, secondo analisti cinesi, avrebbe qualcosa di estremamente rilevante. Il motivo più sorprendente: queste società statali cinesi sarebbero divenute, nell’irreversibile caos delle democrazie ebraiche o woke (comunque antinazionali) euroccidentali, un vero e proprio bene-rifugio non solo per lo Stato cinese, ma anche per BlackRock, Vanguard, State Street, per fondi arabi, giapponesi e sud-est asiatici. Un cambiamento di prospettiva di dimensioni mondiali, che va ben oltre il lato meramente finanziario, ma investe la vita di tutte le società civili euroccidentali, come è nella pratica di guerra senza limiti della Commissione militare centrale (CMC) di Pechino. Ciò che appena una settimana prima sarebbe stato impensabile. Al tempo stesso, nemmeno a dirlo, non fosse un fatto così tragico, questa guerra per la Russia e per il Presidente Vladimir Putin è una sorta di autentica benedizione a lungo attesa.

Tale conflitto, ben oltre l’Iran, sarà purtroppo lungo; gli americani venderanno di certo cara la pelle prima di perdere un primato mondiale che è ancora certamente loro. Ma la Cina sembra aver accumulato immense riserve tattiche di lunga durata, qualità intuitive immateriali e forze di larga scala – come afferma lo stratega Qiao Liang, che ha ben confermato anche di recente che i Cinesi, da decenni, si stanno preparando a tale conflitto contro l’occidente – che gli euroamericani, che sembrano oramai vivere per prostituirsi continuamente senza sosta a ideologie e religioni asiatiche o mediorientali (comunque globaliste) ben peggiori e più inumane del confucianesimo nazionalista di Stato cinese, sembrano aver perduto.