Attraverso questa collana, Aurora Edizioni si pone come organo di pubblicazione del Centro Studi Aurora, ente affiliato produttore di contenuti di ricerca alternativi al mondo accademico tradizionale. Le produzioni riguarderanno Quaderni Tematici, Dossier Monografici e il lavoro annuale di ricerca.
Vincenzo Pellegrino, Dalla Polis allo Stato-Civiltà
Questo articolo si propone di esplorare in modo approfondito e dettagliato la convergenza tra la concezione heideggeriana della polis come polo ontologico dell’essere, la teoria multipolare di Aleksandr Dugin basata sullo Stato-Civiltà e la teorizzazione di Carl Schmitt dei grandi spazi (Grossraum) come struttura ordinatrice del diritto internazionale e geopolitico. Attraverso un’analisi interdisciplinare che intreccia filosofia, geopolitica, diritto, antropologia e sociologia, il testo dimostra come il pensiero di Martin Heidegger offra un quadro ermeneutico fondamentale per comprendere la transizione epocale da un ordine unipolare, dominato dall’egemonia occidentale, a una realtà pluricentrica caratterizzata dall’emergere degli Stati-Civiltà e dei Grossraum come poli ontologici, strategici e normativi. Si analizzano in modo estensivo i concetti di nomos e Grossraum come principi ordinatori delle civiltà, esplorandone il significato filosofico, geopolitico e giuridico, e proponendo una nuova ontologia per l’era multipolare che integri organicamente queste prospettive in una visione coesa. Particolare attenzione viene dedicata alle implicazioni giuridiche di questo paradigma, con un esame dettagliato delle sfide che la sovranità plurale e la logica dei grandi spazi pongono al diritto internazionale contemporaneo, accompagnato da proposte concrete per la sua riforma, supportate da casi di studio e fonti interdisciplinari. Il confronto con autori critici come Jürgen Habermas e John Rawls è ampliato per testare la robustezza delle assunzioni teoriche, mentre l’uso di Dugin e Schmitt è problematizzato per mitigare rischi di parzialità ideologica, in particolare rispetto alla dipendenza dal concetto schmittiano di Grossraum e alla tensione tra pluralità e universalismo. Il contributo si conclude con una riflessione ampia e articolata sulla pluricentralità come risposta alla crisi esistenziale e normativa della modernità, offrendo un’interpretazione integrata e multidimensionale delle visioni di Heidegger, Dugin e Schmitt, arricchita da una tesi originale sul “ritorno trasfigurato” della polis nell’era multipolare.


Franz Trinchera, L’Aristocraticismo nella Storia Europea: Dal modello greco alla Rivoluzione Conservatrice
Nel cuore della civiltà europea si cela una forma persistente, un principio che attraversa epoche, crisi e cambiamenti: l’aristocraticismo come ordine dell’eccellenza. In questo nuovo quaderno tematico del Centro Studi Aurora, Franz Trinchera ne ricostruisce la trama profonda, seguendone il dispiegarsi dal pensiero di Platone fino alle elaborazioni della Rivoluzione Conservatrice del Novecento.
Muovendo da una prospettiva morfologica e interdisciplinare, il volume indaga l’aristocrazia come categoria dell’essere prima ancora che come assetto politico: una gerarchia qualitativa che informa l’anima, le istituzioni e la storia. La kalokagathìa platonica, la difesa burkeana della tradizione, l’aristocrazia dello spirito di Nietzsche e le sintesi novecentesche di Moeller van den Bruck, Thomas Mann e Othmar Spann emergono come variazioni di un’unica idea-forza: la tensione verso la forma, la misura e la verticalità.
Lungo questo percorso, l’autore illumina la dialettica tra ordine e dissoluzione che segna la modernità europea, restituendo coerenza a una costellazione di pensieri spesso letti in modo frammentario. Ne risulta una riflessione che interroga il presente senza cedere all’attualismo, riportando al centro il problema della qualità del potere, della legittimità e della responsabilità.
Con rigore speculativo e ampiezza di sguardo, questo studio si rivolge a chi intende esplorare le radici filosofiche e politiche dell’Europa, offrendo gli strumenti per riconoscere, dietro le forme storiche, la permanenza di un principio: quello di un ordine fondato sull’eccellenza, capace di dare senso alla crisi della modernità e di riaprire l’orizzonte del pensiero politico.
Vincenzo Pellegrino, La bomba di Abramo: L’arma nucleare alla luce della Rivelazione biblica
Febbraio 2026. Operazione «Ruggito del Leone»: eliminazione della Guida Suprema iraniana, (presunta) distruzione irreversibile del programma nucleare di Teheran, collasso definitivo del regime di non-proliferazione.
Non è stata una guerra improvvisata. È stata l’esecuzione geometrica di una logica preparata da decenni.
Questo dossier non è un resoconto giornalistico né un pamphlet ideologico. È la ricostruzione sistematica di un passaggio epocale: la Dottrina Sansone – trascrizione nucleare del cherem deuteronomico e della promessa di Eretz Yisrael Hashlemah – ha generato un nuovo paradigma deterrente, la CNAD (Conventional Nuclear Assured Destruction).
Asimmetrica, escatologica, indiscriminata: minaccia di annientamento totale contro avversari non-nucleari, con soglia di attivazione soggettiva e non razionale-calcolistica.
Attraverso un confronto teologico comparato rigoroso tra le tre religioni abramitiche, il testo evidenzia il corto circuito che sacralizza lo Stato-nazione e rende impermeabili alla deterrenza classica le leadership che si percepiscono come strumenti di un piano divino.
Il risultato: un mondo post-TNP con 15-20 potenze nucleari instabili, in cui la lezione empirica è diventata ineludibile:
chi possiede la bomba non viene toccato.
chi rinuncia, viene annientato.
Da oggi il sistema internazionale non è più lo stesso. E non tornerà più indietro.
Un’analisi che non predice il futuro: lo spiega mentre accade.

