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UAS

 

 

Nasce un nuovo soggetto, un progetto di associativismo nuovo, di concetto di vita pubblica nuovo. La speranza di andare oltre la politica come è concepita oggi, di togliere la "marmellata" dal tavolo dei partiti, di rendere a noi stessi la dignità di Cittadini. E' un inizio, è l'inizio...


 

 

Le associazioni di volontariato a Castellammare

 

– Nasce l’Unione delle Associazioni di volontariato Stabiese

1. – Recentemente sul problema della privatizzazione dei servizi idrici a Castellammare di Stabia, “Città delle Acque”, si registrò una notevole partecipazione da parte della società civile e delle Associazioni di volontariato che operano sul territorio a Castellammare. Nacque di conseguenza il Comitato per la gestione pubblica dell’acqua, con lo scopo di riunire tutte le forze disponibili in città per dare una corretta informazione sui fenomeni che avevano causato il passaggio delle risorse idriche cittadine da una gestione pubblica ad una privata, e per creare tutte quelle iniziative e sinergie utili a scongiurare tutto questo.

Una delle ultime iniziative di questo Comitato, fu una consultazione popolare effettuata in pochi giorni in città nell’indifferenza di tutti gli organi politici ed istituzionali e dell’informazione, anche quella locale. Nonostante questo, furono compilate dai cittadini, quelli che potettero essere informati, circa 7500 schede nelle quali si chiedeva se il cittadino fosse d’accordo con la privatizzazione dei servizi idrici comunali. Il risultato non lasciò dubbi: solo 2 (due) cittadini su settemilacinquecento si dichiararono a favore della privatizzazione. Inoltre, si evidenziarono sostanzialmente tre cose:

I cittadini contattati, nella quasi totalità, manifestarono la loro contrarietà a quella che giudicarono una speculazione, indipendentemente dal loro credo politico e religioso;
Gli stessi si mostrarono ignari del processo che ha portato a svendere il nostro patrimonio idrico a favore di alcuni privati, e l’atteggiamento più comune fu quello della rabbia per decisioni prese senza che la collettività fosse stata informata correttamente, ma soprattutto senza l’accordo della della popolazione. LA CONSULTAZIONE POPOLARE QUINDI MISE IN EVIDENZA CHE LA CITTADINANZA NON VOLEVA E NON VUOLE QUESTA PRIVATIZZAZIONE MA CHE LA STESSA FU PORTATA AVANTI NONOSTANTE CIÒ
Coloro che collaborarono a questa opera di informazione E CONSULTAZIONE, provenivano da tutti gli schieramenti politici (da Rifondazione ad AN, passando per FI).
Il primo ed il terzo punto suonano da monito a tutte le forze politiche affinché cerchino e trovino i tantissimi punti e le tantissime esigenze che accomunano l’elettorato dei diversi partiti esistenti, e che trovino al più presto le soluzioni richieste, senza calcoli politici. Se così fosse stato fatto finora, avremmo sicuramente una piazza restaurata o una “Marina di Stabia” in meno, ma una città più vivibile, con strade e marciapiedi in perfetta manutenzione, giardini pubblici e parchi pubblici in funzione ed ordinati, traffico ben regolamentato, parcheggi, rispetto della legalità, servizi pubblici estremamente efficienti e così via, insomma una città più vivibile, con una superiore qualità di vita e senza emergenza per la raccolta differenziata che stenta a partire nonostante siano passati tanti anni (più di un decennio) dall’entrata in vigore delle norme che la prevedevano.

Il secondo e più importante punto riguarda tutta la classe politica che agisce in nome e per conto della collettività a seguito di elezione politica ed amministrativa. Ciò che i Cittadini hanno detto chiaramente nel corso della consultazione è che non vogliono più essere messi di fronte a cose fatte senza essere prima consultati, anche quando il politico di turno agisce in nome di un presunto bene comune.

2. - Vorrei sottolineare alcuni dati recentemente acquisiti e divulgati dall’Eurispes alla presentazione del “Rapporto Italia 2008”: – «L'Italia è un paese in ostaggio. Un paese ormai prigioniero della propria classe politica che ha steso sulla società una rete a trame sempre più fitte impedendone ogni movimento, ogni possibilità di azione, ogni desiderio di cambiamento e di modernità, riducendo progressivamente gli spazi di democrazia e mortificando le vocazioni, i talenti, i meriti, le attese, le aspirazioni di milioni di cittadini». Lo ha detto il presidente dell’Eurispes, Gianmaria Fara presentando il «Rapporto Italia 2008» e toccando il tema dell’attuale situazione politica.
«Siamo di fronte ad una classe politica – ha continuato - che aumenta il proprio potere e la propria capacità di controllo società in termini inversamente proporzionali su autorevolezza, credibilità e consenso. Tanto più essa perde di considerazione nel giudizio dei cittadini, tanto più estende il proprio potere. Tanto più cresce il desiderio di partecipazione e di buona politica nella società, tanto più essa diventa autoreferenziale, separata, indifferente. A sua volta la politica stessa è diventata ostaggio. Tanto è forte e invasiva nella società, tanto è prona e remissiva nei confronti dei poteri forti, della finanza, delle banche, delle assicurazioni, delle grandi agenzie di rating, del sistema della comunicazione dell’informazione, delle mille corporazioni che caratterizzano la storia e i percorsi del nostro Paese» (Leggi l’intero articolo a tergo)

I dati sono sconfortanti da un lato (piena sfiducia nella classe politica), confortanti per un altro: pare infatti che il massimo della fiducia sia rappresentato per noi Italiani dalle Associazioni di volontariato (Alle quali va il primato della fiducia: 71,6%).

Volendo approfondire su questo scollamento tra la società civile e i partiti politici già così ampiamente descritto da Gianmaria Fara, occorre analizzare un aspetto fondamentale della faccenda: la politica ha di fatto perso la sua naturale priorità che è quella di dare un indirizzo generale sui grandi problemi mentre ha permeato la vita amministrativa in tutti i suoi aspetti, anche quelli di ordine comune e giornaliero. Anche un trasferimento di personale tra un ufficio ed un altro (per non parlare di nomine di ogni ordine e grado negli uffici pubblici o nelle varie partecipate) o la richiesta di un’ora di straordinario (!!) diventa una questione “politica” o di appartenenza ad un gruppo piuttosto che un altro.

3. – Da dove nasce allora il primato della fiducia nelle Associazioni di Volontariato?

Nasce a mio avviso dal fatto che esse sono realmente l’unico contatto con la gente comune, le uniche che misurano giorno per giorno la “temperatura “ del vivere quotidiano, quelle che si accorgono del disagio provocato da una cattiva o mancante minuta attenzione verso la massaia che trascina il suo carrello della spesa tra mille buche o scavalcando il motorino di turno parcheggiato sui marciapiedi. Esse non si assumono l’onere della politica, né pretendono di sostituirsi ad essa: combattono tutti i giorni per una nuova forma di cittadinanza attiva, partecipe e solidale. Vorrebbero la partecipazione, ciascuno per il tempo che può, di tutti i cittadini di qualsiasi età, credo politico, religioso alla vita della Città, lontano dai partiti, nel controllo delle Amministrazioni.

Ribadisco quanto già riportato su questo sito e cioè che scopo e compito di un'Associazione Civica, apartitica e laica deve essere quello di proposta, aiuto, ma anche di critica leale e costruttiva all'operato di un'Amministrazione, di qualunque colore essa sia, e rimane sostanzialmente il Luogo di incontro di tutte quelle individualità, intelligenze che, partendo da una chiara posizione di volontariato, abbiano voglia di donare un parte del proprio tempo libero a queste questioni ed abbiano la capacità di confrontarsi con gli Altri.

Questo è un chiaro invito alla partecipazione alla vita cittadina attiva, un invito a ritrovarci nelle diverse realtà associative della Città, oltre che per le motivazioni sopra descritte, anche per un momento di aggregazione e di nuove amicizie. Un invito ad uscire dal mondo dell’ ignavia, del disinteresse e dell’isolamento civico. Una partecipazione vera, offerta senza contropartite o interessi, senza speranza di ritorno in immagine o visibilità, ma nella dignità di agire con i propri mezzi, i propri diritti e senza protezioni da politici di turno.

Per esprimere brevemente questo mio concetto, riporto quanto letto sul Sito www.boscorealeperamico.it dell’amico Enzo Martire Presidente dell’Associazione Stella Cometa di Boscoreale a proposito di una mail a lui inviata e la relativa risposta:

" Vincenzo sei grande...."
" dovresti candidarti a sindaco...! "

La risposta in Data 07/03/08 0:06:21 am

Ti ringrazio per la stima, i miei progetti sono più ambiziosi:
risvegliare le coscienze dei boschesi che sono addormentate, provocare quello scatto di orgoglio per l'appartenenza alla propria città.
La riscoperta dell'amore per il bene comune e la ritrovata dignità di ogni cittadino saranno i segni tangibili di una rinascita della nostra collettività che non è ancora una comunità o meglio che ha smarrito nel tempo questa caratteristica.
Se ciò accadrà, la politica, o meglio i politicanti scompariranno, perché non troveranno più il terreno fertile dove si sono foraggiati negli ultimi decenni.
Per vincere bisogna rischiare di perdere: restare povero, disoccupato, escluso dalle caste.
Non scendere mai a compromessi con la classe politica del clientelismo.
Se nessuno chiederà solo per sé, ma si batterà solo e sempre per l'intera comunità, i politicanti attuali andranno a farsi fottere.


Cordiali saluti,
Vincenzo.

4. – Dall’esperienza del Comitato civico per la gestione pubblica dell’acqua, alcune Associazioni civiche Stabiesi, hanno deciso di istituire una Unione di Associazioni di volontariato che agiscano di comune accordo formando di volta in volta tutte le sinergie necessarie alla soluzione di problemi di ordine comune che riguardino il Cittadino, la sua qualità di vita, la gestione delle risorse comuni.

Associazioni cittadine di diverso grado e di diversa estrazione come Pro Natura, La Comunità promozione e Sviluppo, Mani Tese, Città Viva, Aurora, l’Unione Nazionale Consumatori, Il Meetup Stabiese, il gruppo Demograssic, l’UNI3 e le tante altre che stanno per unirsi a questo progetto, sono già da tempo realtà positive che operano da tempo sul territorio in maniera fattiva e VISIBILE. L’invito che vorrei rivolgere quindi a tutti è quello di uscire dall’apatia, di unirsi ad una delle tante realtà associative come quelle sopra citate e di partecipare in massa alle attività associative civiche e di volontariato sul territorio, di essere protagonisti senza le briglie ed i paletti della politica, ma avendo come guida l’orgoglio di essere cittadino.


Enzo Guadagno – Associazione “Città Viva” – C/mare di Stabia