Comitato Acqua

 


 

COMUNICATO STAMPA

 

 

Il Consiglio Comunale di Roccapiemonte nella seduta di martedi 8 settembre u.s. ha approvato all’unanimità dei presenti (16 su 17) la proposta di modifica dello Statuto Comunale, avanzata dal Comitato Civico, con l’introduzione di un articolo ex-novo (art. 3 bis dal titolo “L’Acqua Bene Comune e il Diritto Umano all’Acqua”) con il quale si è riconosciuto il diritto all’acqua come diritto umano, e si è definito il Servizio Idrico Integrato quale servizio pubblico privo di rilevanza economica.

 

Il nuovo articolo, elaborato dalla Commissione Consiliare Statuto e Regolamenti con la partecipazione di alcuni componenti il Comitato Civico ed approvato dal Consiglio Comunale, è il seguente:

- art. 3 bis (“L’Acqua Bene Comune e il Diritto Umano all’Acqua”): “Il Comune di Roccapiemonte riconosce l’acqua come un bene naturale finito, fondamentale ed indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi. Il Comune di Roccapiemonte riconosce pertanto lo status dell’acqua come bene comune pubblico e patrimonio dell’umanità (così come degli organismi viventi), diritto degno di protezione giuridica la cui gestione quindi non può essere assoggettata a norme di mercato, ragion per cui l’accesso ad essa costituisce un diritto, universale, indivisibile, inalienabile, e qualsiasi uso deve essere effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. Il Comune di Roccapiemonte, pertanto, conferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà e senza il proseguimento di fini di lucro. Il Comune di Roccapiemonte, in considerazione dell’esigenza di tutelare il pubblico interesse allo svolgimento di un servizio essenziale, con situazione di monopolio naturale, considera la gestione del Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognature e depurazione), compresi i servizi ad essa collegati (comprese le infrastrutture), come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e senza fini di lucro, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli artt. 31 e 114 del d. lgas n. 267/2000”.

 

E’ stato poi, modificato ed integrato anche l’art. 46 nel seguente modo:

- l’art. 46 (Le forme di gestione) aggiungendo al punto 4 la seguente dicitura: “...come nel caso della gestione del Servizio Idrico Integrato considerato che l’accesso all’Acqua, in quanto fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, è un diritto fondamentale, inalienabile, individuale e collettivo, bene patrimoniale che appartiene a tutti gli abitanti della terra in comune (così come agli organismi viventi) e che a nessuno, individualmente o come gruppo, è consentito il diritto di appropriarsene a titolo di proprietà privata”;

 

Il Comitato Civico esprime grande soddisfazione per quanto fatto e coglie l’occasione per ringraziare vivamente il Sindaco, l’intero Consiglio Comunale, i componenti la Commissione Consiliare Statuto e Regolamenti, il Segretario Comunale, la segreteria comunale e quanti nei vari modi hanno contribuito a raggiungere questo storico risultato che è di grande valore etico e che attesta ancora una volta l’alto grado di civiltà del popolo rocchese.

Ma ciò è anche un atto di responsabilità verso le generazioni future nel voler salvaguardare le loro aspettative e i loro diritti a fruire del bene Acqua e, non ultimo, garantire pari dignità umana a tutti i cittadini.

Come Roccapiemonte sono già molti i comuni italiani che hanno cambiato il proprio Statuto Comunale per inserirvi un analogo articolo. Fra questi figurano: Prevalle (Bs), Caserta, Bassiano (Lt), Vittoria (Rg), Anghiari (Ar), Corchiano (Vt), Genova, Gubbio (Pg), Velletri (Fr), Ferrara, Torino ed altri.

 

Il nostro comune è il primo della provincia di Salerno a modificare in tal senso il proprio Statuto ed è il secondo della Campania dopo quello di Caserta. Anche Napoli ha avviato lo stesso iter che si concluderà a breve.

 

L’effetto domino è iniziato! Il popolo dell’acqua pubblica ogni giorno si allarga sempre più fino alla definitiva riappropriazione sociale dell’acqua con la gestione partecipata dei beni comuni.