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Il 70% dell’acqua mondiale deviata dai fiumi o estratta da falde acquifere viene usata per l’irrigazione dei raccolti. Ci vogliono mille tonnellate d’acqua per produrre una tonnellata di grano. Cina, India e Stati Uniti, che insieme coltivano metà del raccolto mondiale di grano, stanno esaurendo le loro falde acquifere per provvedere ai progetti di irrigazione.
La Cina sta prosciugando con le sue pompe la Pianura Cinese settentrionale, dove il livello dell’acqua diminuisce di 3 metri l’anno.
Progetti di irrigazione in India stanno prosciugando l’acqua in Punjab, Haryana, Gujarat, Rajasthan, Andhra Pradesh e Tamil Nadu. In alcuni luoghi i livelli dell’acqua diminuiscono di un metro l’anno.
Negli Stati Uniti, il livello dell’acqua è già diminuito di 30 metri in parte del Texas, dell’Oklahoma e del Kansas, tutti stati tra i maggiori produttori di grano e che dipendono dall’irrigazione.
In Pakistan, nella provincia del Baluchistan il livello dell’acqua scende di 3,5 metri l’anno. Secondo Richard Garstang, esperto di questioni idriche del WWF, la capitale del Baluchistan, Quetta, esaurirà la propria acqua entro 15 anni.
Nello Yemen la situazione è disperata. Il prosciugamento eccessivo ha esaurito l’acqua del paese al punto che la Banca Mondiale prevede che parte dell’economia rurale potrebbe sparire entro una generazione.
Nord Africa e Arabia Saudita hanno antiche falde acquifere che non vengono mai reintegrate.
L’Arabia Saudita estrae l’acqua per l’irrigazione a un ritmo tale che in cinquant’anni non ne resterà più.
In Italia il 49% dell’acqua viene utilizzata in agricoltura.
Quando l’acqua scarseggia, a volte i paesi smettono di irrigare e produrre viveri per deviare l’acqua rimasta verso le città e le industrie.
Così devono importare grano. In Cina i raccolti di grano stanno già diminuendo e presto dovrà iniziare a importarlo.
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