Comitato Acqua

 


Edizione: Ottobre 2009/1

 

 

1

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo) del 2007, Papa Benedetto XVI ha cercato di sensibilizzare le coscienze circa il problema della privatizzazione dell’acqua con la dichiarazione avente come tema “Fronteggiare la scarsità d’acqua”: "L’accesso all’acqua rientra a tutti gli effetti tra i diritti inalienabili di tutti gli esseri umani". L’acqua, ancora secondo il Pontefice, non va considerata come un bene economico, ma "il diritto all’acqua si basa sulla dignità della persona umana e non su valutazioni di tipo puramente quantitativo". Garantire a tutti l’accesso all’acqua è una delle priorità a livello mondiale.

2

Bere acqua del rubinetto, secondo i sondaggi, costa meno ed è buona come la minerale! Bere l’acqua di casa riduce la produzione di rifiuti di plastica. In Italia infatti è stato calcolato che si producono 200 mila tonnellate di plastica per imbottigliare circa 11 miliardi di litri d’acqua. Sul prezzo poi, non c’è competizione: l’acqua di casa secondo Legambiente costa in media 0,5 millesimi di euro al litro, mentre quella in bottiglia si aggira intorno ai 50 centesimi di euro al litro.

3

Il consumo di acqua è lo spreco delle disuguaglianze mondiali.

Se consideriamo i consumi domestici, per bere, cucinare e lavare, si va, ad esempio dai 425 litri al giorno per abitante degli Stati Uniti ai 237 litri per ogni abitante dell’Italia, ai 150 litri per ogni francese, ai 10 litri per ogni abitante del Madagascar. In Medio Oriente, dunque nella stessa area geografica, con lo stesso clima e le stesse condizioni ambientali, passiamo dai 260 litri per ogni israeliano ai 70 litri per ogni palestinese. In tutto il Sud del mondo, gli abitanti dei quartieri ricchi hanno acqua in abbondanza, mentre nelle baraccopoli non si arriva mai ai 20 litri al giorno per persona (al di sotto della soglia minima per soddisfare i bisogni essenziali secondo l’OMS).

4

Il Co.Vi.R.I. (Comitato di Vigilanza sulle Risorse Idriche) boccia la legge acqua della Lombardia con questa motivazione: “La legge sui servizi idrici della Regione Lombardia incentiva le vendite dell’acqua e non prevede un limite massimo di crescita delle tariffe!”. E’ una vera e propria stroncatura quella del Comitato di Vigilanza, che nella stessa delibera ha determinato di presentare un ricorso straordinario al Capo dello Stato per l’annullamento del Piano d’Ambito pavese. La bocciatura del Co.Vi.R.I. giunge a distanza di soli 2 mesi dalla precedente sentenza dell’Antitrast. L’Antitrast scriveva: “il modello lombardo sembra preludere alla duplicazione di posizioni di monopolio, poiché disegna una organizzazione del servizio idrico che prevede la separazione tra l’attività di gestione della rete e quella di erogazione del servizio”.

5

ACQUA FAI DA TE. L’autarchia idrica, complice la recessione, dilaga. Da Parigi a New York, dalle case scandinave alla provincia italiana. Ultimo caso: l’apertura poche settimane fa di un distributore H2O (si chiama proprio così) sulla strada Regina, a due passi dalla Villa di George Clooney sul lago di Como. Eroga, gratis, acqua limpida e purissima, liscia o gassata. Tutta prodotta dalla municipalizzata locale. Quella del comune di Acquaseria (Como). Più di così…

6

Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, l’anno scorso ha lanciato una grande campagna denominata “l’acqua del sindaco”, con il sostegno della Curia e di diverse associazioni cattoliche (slogan: “imbrocchiamola”). Ora appoggia una nuova iniziativa della società veneziana multiutility Veritas. E, per incentivare l’uso dell’acqua da rubinetto, offre buoni sconto per l’acquisto di kit necessari a renderla effervescente. Bere acqua di rubinetto non lo si deve considerare roba da poveracci, anzi i benefici sono svariati: da un controllo più attento sulla qualità (mediamente ogni pozzo è sottoposto a 70 controlli l’anno) al costo infinitivamente minore (l’acqua del rubinetto costa 500 volte di meno della concorrente industriale), dalla minor produzione delle bottiglie di plastica (l’Italia produce 12,4 miliardi di bottiglie l’anno) che sporcano la città e sono difficilissimi da riciclare (delle 200mila tonnellate di polietilene solo un terzo viene riciclato) al minor consumo di petrolio per fabbricarle (occorrono 655 mila tonnellate di petrolio per produrre tale numero di bottiglie), dal minor scarico in aria di CO2 (mediamente ne vengono scaricate in aria 910 mila tonnellate all’anno) al minor consumo di carburante (l’80% dei litri di minerale percorrono in camion centinaia di chilometri per arrivare dalla sorgente agli scaffali dei supermercati e sui tavoli dei ristoranti, bruciando ettolitri di gasolio).

7

L’ACQUA DIVENTA PIU’ CARA NEI COMUNI DELL’ATO 3 CON L’APPROVAZIONE DELLE NUOVE TARIFFE. L’Assemblea dell’ATO 3 del 10 luglio u.s. ha votato l’ennesima stangata per gli utenti. L’obiettivo è sempre quello di avvicinarsi il più possibile alla tariffa reale media. Nel bacino “A”, del quale fanno parte i comuni del napoletano e Bracigliano, Castel S. Giorgio, Mercato S. Severino e Siano, la tariffa base è di € 1,2125 al metro cubo, mentre la precedente era di € 1,155. Nel bacino “B”, che comprende Angri, Corbara, Nocera Inf, Nocera Su., Pagani, Roccapiemonte, S. Marzano, S. Egidio, S. Valentino, Sarno e Scafati, la tariffa base è di € 1,0078 al metro cubo (la precedente tariffa era di € 0,96).

8

In quindici anni il prezzo dell’acqua è raddoppiato, mentre quello delle telefonate è diminuito del 17%. Questi i due estremi raggiunti dal 1995 a oggi dalle principali voci di prezzo dei servizi regolamentari, secondo uno studio dell’Autorità per le Telecomunicazioni apparso sulla Relazione annuale al Parlamento (Fonte Repubblica, 9 agosto 2009).