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ISRAELE
Israele riceve due terzi della sua acqua dai territori che ha invaso: le alture del Golan e la Cisgiordania. Prende l’acqua dal Giordano e la deposita nel Mare di Galilea, contravvenendo alle leggi internazionali che stabiliscono che l’acqua non deve essere deviata dal suo bacino di raccolta. Quest’acqua viene poi trasportata alle città, alle fattorie e alle industrie italiane.
Israele iniziò a prendere acqua dalle alture del Golan, a discapito di Siria e Giordania, nel 1949 e lo invase nel 1951, cacciando gli abitanti dei villaggi e ignorando le proteste degli Osservatori dell’ONU. Successivamente nel 1967 occupò le alture del Golan e nel 1982 invase il Libano e prese il controllo dei fiumi Hasbani e Wazzani che confluiscono nel Giordano, oltre che del Litani.
INDIA
India e Bangladesh si contendono da vent’anni i diritti di estrazione delle acque del Gange.
EGITTO
L’Egitto dipende totalmente dal Nilo. Negli ultimi vent’anni l’Egitto ha deviato le acque del Nilo verso
territori del deserto del Sinai in cui erano stati avviati progetti di recupero del territorio, contravvenendo
le leggi internazionali, dato che il Nilo scorre attraverso Sudan, Etiopia, Uganda, Kenya, Tanzania, Ruanda,
Burundi e Zaire.
Le acque del Nilo dovrebbero quindi essere condivise equalmente e razionalmente tra tutti questi paesi.
TURCHIA
La Turchia ha firmato, nel 2004, un trattato con Israele per inviare 50 milioni di metri cubi d’acqua l’anno,
per 20 anni, dal fiume Manavgat in Anatolia, in cambio di armi. La Turchia sta costruendo la gigantesca diga
Ataturk e sei dighe sul Tigri e sette sull’Eufrate, che scorrono attraverso Siria e Iraq.
La diga di Ataturk priverà la Siria e l’Iraq dalla maggior parte del corso dell’Eufrate.
CINA E IL MEKONG
Sei paesi dipendono dal fiume Mekong per cibo, acqua e trasporti. Il Mekong nasce in Tibet, scorre attraverso
la provincia cinese di Yunnan, poi attraverso Birmania, Thailandia, Laos, Cambogia e Vietnam.
La Cina sta costruendo sei nuove dighe e questi paesi a valle temono che ciò potrà avere un effetto deleterio
sul loro fiume. Nel 2003 la Banca Asiatica di Sviluppo indicò la costruzione di un sistema di generazione di
elettricità, includendo le maggiori dighe di Laos, Cina, Birmania e Cambogia.
Il Mekong potrebbe diventare uno dei fiumi maggiormente chiusi da dighe al mondo, con più di 100 altre grandi
dighe. E’ difficile immaginare come il Vietnam, l’ultimo paese percorso dal fiume, riuscirà a sopravvivere se
tutti questi progetti verranno intrapresi.
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